Calle 35

New York, New York... l’edizione “memoria”

Ho voluto condividere un flusso di lavoro che sto esplorando. Di solito modifichiamo le foto con un sistema sequenziale di più passaggi. Nel caso delle mie foto, cerco di lasciare un lungo intervallo tra un passaggio e l’altro, mesi o anni.

Il ciclo normale è fare una revisione di tutto il materiale subito dopo la cattura e lasciarlo riposare per un anno prima di fare il secondo passaggio (su tutto il materiale). Dalla combinazione nasce il “bozza” del mio lavoro, che pubblico sul mio photoblog. In questa fase già nomino alcune fotografie come “ my-favs”, che sono quelle che mostro quando qualcuno chiede un tema. Per fare qualcosa che considero meditato lo lascio ancora più a lungo.

Un Viaggio Personale, Parte Due

Città delle Ombre – © Alexey Titarenko

Città delle Ombre – © Alexey Titarenko

New Bond Street – © Matt Stuart

New Bond Street – © Matt Stuart

Da quando ho avuto il libro Street Photography Now tra le mani, mi chiedo come sia possibile che sotto il titolo di fotografia di strada Alexey Titarenko e Matt Stuart possano coesistere? Mi piacciono entrambi, ma credo che l’unica cosa che condividono sia l’ambiente. So che è solo un libro, ma fare domande non è male. Nella ricerca di una risposta ho strutturato il problema in tre parti: la funzione documentaria, l’esperienza e l’estetica della fotografia di strada. È nell’esperienza che trovo più certezza, soprattutto nella frase di Nick Turpin “È un’esperienza semplice, quasi ‘Zen’…” È proprio qui che vedo chiaramente dove la strada inizia e finisce. Un “streeter” deve sentire la strada, respirarla, viverla, deve essere appassionato dell’ambiente urbano e delle “casualità” che incontra. Tempo fa ho mescolato “Intuitive Photography” di Cartier‑Bresson, Zen e tiro con l’arco per parlare dell’esperienza fotografica e di come impariamo a “fluirsi” nella ripresa. Indipendentemente dallo stile, o dall’intenzione documentaria, credo che tutti noi che facciamo fotografia di strada condividiamo questo:

Un Viaggio Personale

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Qualche settimana fa, mentre selezionavo foto per il blog fotografico, mi sono imbattuto in questa coppia di immagini. Ho pensato che sarebbe stato interessante creare una serie di post con esse, esplorando i dubbi che ho durante il processo di editing. Sebbene alla fine lasci qualche certezza, la maggior parte di esse sono domande.

Influenze: Alexey Titarenko

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Prima o poi, tutti noi che amiamo la fotografia di strada riceveremo una copia di Street Photography Now. Il regalo mi ha fatto sorridere e ha suscitato curiosità nelle pagine: Alexey Titarenko. La sua serie “ City of Shadows” mi ha affascinato. Non è ciò che si chiamerebbe fotografia di strada classica; infatti, il libro spesso sfiora il confine del classico, citando persino la famosa frase “la realtà può essere spiegata solo attraverso la finzione,” che ho sentito per la prima volta dal mio più importante influenzatore, Krzysztof Kieślowski.