Alexey Titarenko

Un Viaggio Personale, Parte Due

Città delle Ombre – © Alexey Titarenko

Città delle Ombre – © Alexey Titarenko

New Bond Street – © Matt Stuart

New Bond Street – © Matt Stuart

Da quando ho avuto il libro Street Photography Now tra le mani, mi chiedo come sia possibile che sotto il titolo di fotografia di strada Alexey Titarenko e Matt Stuart possano coesistere? Mi piacciono entrambi, ma credo che l’unica cosa che condividono sia l’ambiente. So che è solo un libro, ma fare domande non è male. Nella ricerca di una risposta ho strutturato il problema in tre parti: la funzione documentaria, l’esperienza e l’estetica della fotografia di strada. È nell’esperienza che trovo più certezza, soprattutto nella frase di Nick Turpin “È un’esperienza semplice, quasi ‘Zen’…” È proprio qui che vedo chiaramente dove la strada inizia e finisce. Un “streeter” deve sentire la strada, respirarla, viverla, deve essere appassionato dell’ambiente urbano e delle “casualità” che incontra. Tempo fa ho mescolato “Intuitive Photography” di Cartier‑Bresson, Zen e tiro con l’arco per parlare dell’esperienza fotografica e di come impariamo a “fluirsi” nella ripresa. Indipendentemente dallo stile, o dall’intenzione documentaria, credo che tutti noi che facciamo fotografia di strada condividiamo questo:

Influenze: Alexey Titarenko

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Prima o poi, tutti noi che amiamo la fotografia di strada riceveremo una copia di Street Photography Now. Il regalo mi ha fatto sorridere e ha suscitato curiosità nelle pagine: Alexey Titarenko. La sua serie “ City of Shadows” mi ha affascinato. Non è ciò che si chiamerebbe fotografia di strada classica; infatti, il libro spesso sfiora il confine del classico, citando persino la famosa frase “la realtà può essere spiegata solo attraverso la finzione,” che ho sentito per la prima volta dal mio più importante influenzatore, Krzysztof Kieślowski.