Perché?

Working reflections

Sincronizzati al ritmo urbano è difficile interrogarsi. Siamo trascinati come la corrente di un fiume la cui destinazione non conosciamo. Quando improvvisamente diventiamo una goccia scollegata dal tutto e cadiamo verticalmente, sentendo l’vertigine della cascata, acquisiamo una consapevolezza diversa della nostra stessa natura.

Restaurant Bou, Collblanc

Dopo l’impatto torniamo a far parte del tutto, e anche se solo perché della differenza di velocità, possiamo sentire la quiete dello stagno.

Nevada en Barcelona

È il ritmo della vita, ma ci sono scene che ci appaiono e alterano quel ritmo abituale. Che cosa in quella scena “deve” essere fotografata?

![La fine](new_york_fran_simo_0030_The-end_JSC6879_Brighton-Beach-Brooklyn-Midwood-Brooklyn-New-York-worker.jpg “La fine”)

![Cindy’s Diner](tmp_0048_000032.jpg “Cindy’s Diner”)

Non sono ancora immagini, a volte non lo diventano nemmeno. Sono esperienze visive. Alcune racchiudono tutte le nostre influenze, altre spiegano come ci siamo sentiti, altre ancora sono tentativi di catturare lo spirito della luce.

![Poblenou misterioso](tmp_0064__ISC9652.jpg “Poblenou misterioso”)

Sono un mistero che racchiude tensione e calma allo stesso tempo; non sono momenti decisivi, sono esperienze condensate.

![SAZo](tmp_0046__ISC5888.jpg “SAZo”)

In seguito, alcune di esse verranno decodificate, diventeranno serie o verranno dimenticate, ma la cosa veramente importante è la capacità che alcune scene hanno di rallentare il ritmo, di colpirmi anche se non diventano fotografie. Ecco perché scatto fotografie: per vivere il processo del mistero, che venga svelato o meno.

Pubblicato originariamente sul blog SanDisk di PHEspaña.