Il sussurro delle Ninfe - In loco - QR

Durante le mie passeggiate nel bosco ho scoperto un luogo: 42°5’29.76” N 12°53’4.56” E, un piccolo spazio che non supera i 50 m². Lì, la luce del sole filtra timidamente tra gli alberi per poche ore al giorno. Il torrente, il Fosso Maricella, è appena un filo d’acqua il cui suono ipnotico accompagna la quiete del luogo. In questo angolino minuscolo, le proporzioni assumono un’altra dimensione: il piccolo racchiude un universo, e il tempo sembra seguire un ritmo diverso.

Le fotografie vanno alla ricerca di queste ninfe acquatiche, delle loro profezie e del loro ambiente. In esse, i riflessi del sole sull’acqua in movimento, catturati con esposizioni prolungate, rivelano tratti e disegni che immagino come manifestazioni delle ninfe o dei loro messaggi. Questa ricerca si trasforma in un tentativo di rendere visibile l’invisibile, di scoprire nell’effimero le tracce dell’eterno.

Questo legame tra l’acqua e il cielo fu sfruttato dai Romani nella costruzione di templi, ville e città. Attraverso stagni e corsi d’acqua, simboleggiavano l’idea di portare «il cielo sulla terra».

Questo viaggio, tra cielo e terra, è lo stesso viaggio delle Sibille tra Apollo e gli inferi del serpente Pitone. È anche il viaggio degli iatromanti, degli sciamani europei e americani e delle sacerdotesse tantriche. È il viaggio della morte prima della morte. Tutti loro possono compiere il viaggio, raccontarlo in seguito e aiutare gli altri a percorrerlo.

Il QR invita i viandanti a leggere questo testo e a vedere le opere di questa tappa del viaggio.